Augusta Perusia
Perugia

Perusia rappresentò un centro etrusco di grande importanza, periodo ben testimoniato dalla serie di sepolcri di altissimo livello noti in vari punti dell’area circostante al centro urbano e costituì uno dei principali avversari dei romani in area umbra, insieme all’altro centro etrusco di Volsinii. 

La città venne infatti costretta ad una prima resa nel 310, da parte dell’esercito di Quinto Fabio Massimo Rulliano, che arrivò fin sotto le sue mura.

Nuovi scontri con Perusia e Volsini avvennero l’anno dopo la battaglia di Sentino, nel 294 e portarono alla definitiva poi ad una nuova tregua, che per Perusia diventerà definitiva.

Da quel momento in poi la città resterà fedele a Roma, come dimostra anche il suo impegno nella fornitura di truppe alla capitale durante le guerre puniche contro Annibale, dopo la sconfitta della battaglia del Trasimeno del 217 a.C.

Dopo la definitiva conquista del territorio inizia un processo di romanizzazione che si traduce, prima tra tutti, con la modifica della via Amerina, il cui percorso viene allungato, in maniera che essa, all’altezza di Vettona (Bettona), consentisse il collegamento con Perusia e con Clusium (Chiusi). Di certo sempre in questo periodo venne strutturato il collegamento tra Perugia e i centri di Hispellum ed Asisum.

La città dovette divenire municipium a partire dal 90 a.C., con i cittadini iscritti alla tribù Tromentina.
Il centro ebbe certamente ripercussioni durante le guerre tra Mario e Silla, visto che come gli altri centri etruschi appoggiava lo sconfitto Mario, ma l’evento storico più noto che riguarda la città si ebbe qualche decennio più tardi, nel 41 a.C.

In quell’anno la città, come altri centri etruschi, si ribellò in seguito ad ingiuste assegnazione di terre volute da Ottaviano dopo la battaglia di Filippi. La città venne quindi assediata da Lucio Antonio e si arrese l’anno successivo. Subì gravi danneggiamenti, un incendio e la condanna a morte di tutto il senato locale.
Da quello che sappiamo la città venne poi ricostruita e riorganizzata nel giro un ventennio.

Immaginare l’aspetto della Perugia romana non è certo facile, a causa della sovrapposizione delle fasi successive ed anche per una probabile forma non troppo regolare e riconoscibile del tessuto urbanistico.

Restano attualmente visibili il circuito murario insieme alle sette porte originarie, non tutte nella loro forma originale; si può solo ipotizzare la posizione e forse l’estensione della piazza del foro, alcune delle strade antiche, oltre ai due probabili assi principali, parti dell’anfiteatro all’interno dell’attuale Palazzo della Penna, tracce di domus e di case private in diversi punti e, inarea extraurbana, un grande mosaico bicromo, con strutture riferibili ad un complesso termale.
 

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